dal 8 dicembre ROSSO NAPOLETANO

dal 8 dicembre ROSSO NAPOLETANO - Teatro Augusteo-Napoli

Prezzi

Platea poltrona: 35 euro

Galleria poltroncina: 25 euro

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http://www.bigliettoveloce.it/new_spettacolo.aspx?id_show=5191 

 

Settembre 1943. Alla notizia dell’armistizio, Napoli è in festa; anche la panettaia Carmela, ragazza madre, riapre felice il suo forno. Un soldato tedesco, Rafael, approfitta della festa per dichiararsi a lei. Ma dopo poche ore Hitler, dichiarando il tradimento dell’alleata Italia, incarica il colonnello Scholl di prendere il comando di Napoli e punire ogni disertore. Carmela e Rafael si ritrovano tragicamente separati. Dopo i primi tragici eventi, l’uccisione da parte dei nazisti del marinaio Andrea, scatena la rivoluzione; anche il Professore Ferdinando, che ha avuto una storia con la vedova Donna Rosa, mamma di Carmela, e che da anni rivendica la non chiara paternità della figlia, si organizza, con scugnizzi e volontari, forte del suo improbabile passato in politica. Un fugace incontro tra Carmela e Rafael è però fatale alla ragazza, spiata da alcuni Napoletani e accusata di infamia. In attesa di essere fucilata come delatrice, viene tenuta prigioniera. Rafael, in una ronda notturna, organizzata per sequestrare uomini da portare in Germania, irrompe casualmente nella casa di Carmela e conosce la madre e il Professore. Salva loro la vita e apprende che Carmela è tenuta prigioniera dagli stessi Napoletani. Rafael, allo scopo di liberarla, in un atto estremo e disperato uccide un Napoletano e prende i suoi vestiti. Ma nel momento di fuggire mimetizzato con lei, un militare tedesco, scambiandolo per un vero Napoletano spara su di loro. Rafael oppone il suo corpo, salva Carmela ma rimane ucciso. I Napoletani accorsi vedono il corpo di Rafael ai piedi di Carmela e riconoscendo il tedesco credono ad un atto eroico della ragazza, che si riscatta ad un prezzo tragico e beffardo nei confronti della comunità. La città intanto, dopo una strenua ed eroica resistenza, si libera degli oppressori. Un nuovo sole per Napoli liberata si alza in cielo, mentre Carmela, con la figlia in braccio, va incontro al suo sconosciuto destino.

dal 14 dicembre al TEATRO POLITEAMA Peppe Barra ne "LA CANTATA DEI PASTORI"

dal 14 dicembre al TEATRO POLITEAMA Peppe Barra ne "LA CANTATA DEI PASTORI" - Teatro Augusteo-Napoli

TEATRO POLITEAMA

Dal 14 al 26 dicembre 2017

Peppe Barra ne “La cantata dei pastori”

 

Prezzi 

Platea poltrona: euro 30,00

Palco 1° livello: euro 30,00

Palco 2° e 3° livello: euro 20,00

 

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dal 12 gennaio Lello Arena in PARENTI SERPENTI

dal 12 gennaio Lello Arena in PARENTI SERPENTI - Teatro Augusteo-Napoli

Prezzi

Platea poltrona: 35 euro

Galleria poltroncina: 25 euro

 

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di Carmine Amoroso
con Giorgia Trasselli
e con (in o. a.) Rafaele Ausiello, Andrea de Goyzueta, Carla Ferraro,
Autilia Ranieri, Annarita Vitolo, Fabrizio Vona
regia Luciano Melchionna
scene Roberto Crea
costumi Milla
musiche Stag
disegno luci Salvatore Palladino
assistente alla regia Sara Esposito
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016

 

interpreti e personaggi
Fabrizio Vona / Alfredo
Autilia Ranieri / Milena
Andrea de Goyzueta / Alessandro
Carla Ferraro / Gina
Annarita Vitolo / Lina
Rafaele Ausiello / Michele
Lello Arena / Saverio
Giorgia Trasselli / Trieste

Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravviare i legami famigliari, come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano, ancora oggi, per scaldare la casa: un braciere pericoloso ma rassicurante come tutte le abitudini e le tradizioni. Un Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i fgli cresciuti, e andati a lavorare in altre città. Uno sbarco di fgli e parenti afettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare, in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti in cui tutti noi possiamo riconoscerci, le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi. Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà - interpretato da Panelli nel flm di Monicelli - mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo, come quello di un bambino, intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano, in quei giorni di santissima festività: è un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti? Andando via di casa, diventando adulti, ogni fglio ha dovuto fare i conti con la realtà, ha dovuto accettare i fallimenti e ha imparato a difendere il proprio orticello mal coltivato, spesso per incuria o incapacità, ma in quelle pause di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato, afettuoso e risolto. All’improvviso però, i genitori, fno ad allora autonomi punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi come hanno fatto anni prima con loro: uno dei fgli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia... a chi toccherà? All’improvviso, dunque, un terremoto segna una crepa nell’immobilità rassegnata di un andamento ormai sempre lo stesso e in via di spegnimento, una crepa dalla quale un gas mefitico si espanderà e inquinerà l’aria. Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento. Verità? Paradosso? Spesso, come si è soliti dire, la realtà supera la fantasia. Ciò mi ha spronato ad afrontare questo testo che ha la peculiarità rara di fotografare uno spaccato di vita famigliare sempre assolutamente attuale, purtroppo. Si può far ridere nel raccontarlo e sorridere nell’assistere alle spumeggianti gag ma, allo stesso tempo, non ci si può rifettere sopra senza una profonda amarezza, magari scoprendo - per contrasto - la possibilità di una maggior coerenza nei rapporti e negli afetti, così da ricordarsi le meravigliose responsabilità che un cordone ombelicale come quello tra genitori e fgli impone. Viviamo in un’epoca in cui i valori, primo fra tutti il rispetto, stanno pian piano sparendo e l’egoismo sta prendendo decisamente il sopravvento sulla carità umana e sulla semplice, fondamentale, empatia. Prima o poi saremo tutti dei vecchi bambini bisognosi di cure, perché trasformarci in soprammobili polverosi, inutili e ingombranti? In quest’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia passeremo dalle risate a crepapelle per il tratteggio grottesco, e a tratti surreale, dei personaggi al più turpe cambiamento di quegli esseri che - chi di noi non ne ha conosciuto almeno uno? - da umani si trasformeranno negli animali più pericolosi e subdoli: i serpenti.

Luciano Melchionna