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Pier Luigi Nervi

notizie della Fondazione MAXXI di Roma

notizie della Fondazione MAXXI di Roma - Teatro Augusteo-Napoli

 

MUSEO MAXXI DI ROMA

 

PIER LUIGI NERVI

 

 

MUSEO MAXXI DI ROMA

 

PIER LUIGI NERVI

 

 

Laureato in ingegneria civile a Bologna nel 1913 Pier Luigi Nervi (Sondrio 1891 – Roma 1979) si dedica, nell’arco di tutta la sua carriera professionale, alla progettazione e al calcolo di strutture architettoniche.

Seguendo la sua fascinazione per il cemento armato lavora a lungo presso la Società per le costruzioni cementizie a Bologna e a Firenze per poi fondare nel 1920 a  Roma una propria impresa edile, la Società ing. Nervi e Nebbiosi, con il duplice ruolo di progettista e imprenditore. A questa esperienza segue nel 1932, la creazione dell’impresa “di progetti e costruzioni” Ing. Nervi e Bartoli.

Sue prime opere di rilievo sono il Cinema Augusteo a Napoli e le tribune dello stadio comunale di Firenze (1930-32). Le aviorimesse progettate per un concorso indetto dall’Aviazione italiana nel 1935 (per cui si accredita il Premio)  affermano il completo possesso teorico, tecnico e spaziale delle grandi coperture a struttura geodetica e ad elementi prefabbricati, per cui divenne noto.

Dopo anni di studio formula una particolare variante del calcestruzzo armato che gli permette di realizzare, nel periodo 1948-49, la grandissima copertura a campata unica  in ferro-cemento del salone centrale del Complesso di Torino Esposizioni.

Nel 1946 è nominato professore di Tecnica delle costruzioni e Tecnologia dei materiali presso la Facoltà di Architettura di Roma, dove insegna fino al 1961. Dalla metà degli anni Cinquanta realizza opere importanti tra cui il grattacielo Pirelli a Milano, la sede dell'UNESCO a Parigi, il complesso per le Olimpiadi di Roma (il Palazzetto dello Sport, il viadotto di Corso Francia e lo Stadio Flaminio), il Palazzo del Lavoro a Torino, la stazione degli autobus del ponte George Washington a New York, il ponte Risorgimento a Verona, il grattacielo Victoria Square a Montréal, la cattedrale St. Mary a San Francisco, l'aula delle udienze pontificie nella Città del Vaticano.

 
Ai riconoscimenti professionali si aggiungono le numerose lauree ad honorem conferitegli dalle università in tutto il mondo: Buenos Aires (1950), Edimburgo e Monaco (1960), Varsavia (1961), Harvard e Dartmouth (1962), Praga (1967), Londra (1969) e Budapest (1971).

 

 

Il consistente nucleo documentario dell'archivio di Pier Luigi Nervi al Maxxi di Roma - acquisito nel 2004 - testimonia il ruolo centrale svolto da Nervi nella sperimentazione tecnologica sulle strutture in cemento armato in Italia. L’archivio, che contiene elaborati grafici autografi e una notevole quantità di fotografie di cantiere e dell’epoca, si integra con la consistente sezione di materiali progettuali di proprietà dello  CSAC, Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. L’archivio, che contiene la corrispondenza tenuta con personalità del mondo culturale ed imprenditoriale del secondo Novecento, è stato dichiarato di notevole interesse dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio nel 2002.         

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE 

P. L. Nervi, Arte o scienza del costruire - Edizione della Bussola - Roma 1945
G. Perugini, Pier Luigi Nervi, in Rassegna critica di architettura, 30, aprile-giugno 1954, pp3-49

P. L. Nervi, Coslruire correttamente - Edizioni Hoepli - Milano 1954

G. C. Argan, Pier Luigi Nervi, Milano 1955

 

il progetto

il progetto - Teatro Augusteo-Napoli

Il Percorso creativo di Pier Luigi Nervi attraverso 13 Opere - Schede informative

Cinema-Teatro Augusteo, Napoli, 1924-1929

Mai citato nei suoi libri, ma sempre ricordato come una delle opere a lui più care, il cinema-teatro Augusteo conferma le capacità di Pier Luigi Nervi di destreggiarsi con soluzioni strutturali iperstatiche ardite il cui controllo è affidato più all'intuizione e all'esperienza pratica che a un calcolo preventivo rigoroso. In quest’opera egli spinge ulteriormente in avanti la ricerca sui sistemi tridimensionali in ossatura di cemento armato, pensati come scheletri resistenti integrati con la muratura portante.

 

Collocato nel fitto tessuto del centro storico di Napoli, l’edificio è frutto di una moderna operazione immobiliare sulla collina del Vomero. Autore del progetto è l’architetto romano Arnaldo Foschini, che si rivolge alla Nervi e Nebbiosi per la difficile esecuzione della copertura. Nervi ha trentacinque anni, è ormai un affermato progettista-imprenditore che si è già cimentato più volte con impegnative coperture di grandi ambienti pubblici quando lavorava per la Sacc di Attilio Muggia. Inoltre, con la Nervi e Nebbiosi, ha appena concluso l’innovativa copertura di 24 metri di luce in cemento armato del teatro Banchini di Prato.

 

Il progetto di Napoli però è più complesso. La struttura più significativa è la copertura della vasta sala di 30 metri di diametro con al centro un lucernaio circolare apribile, costituita da un sistema radiale di 18 travi reticolari dalle quali sbalzano le mensole rastremate, collegate in punta da un anello che delimita il vuoto centrale. L’altezza delle travi corrisponde all'intero ultimo piano abitabile e i puntoni diagonali sono nascosti nelle pareti divisorie degli ambienti adibiti a uffici. I collegamenti orizzontali tra i pilastri, lungo il perimetro interno della sala, sono raccordati agli angoli costituendo una grande trave Vierendeel anulare che contribuisce alla stabilità torsionale del sistema. I due solai di calpestio e di copertura infine irrigidiscono la struttura sul piano orizzontale

La biografia

La biografia - Teatro Augusteo-Napoli

  

Pier Luigi Nervi (Sondrio, 21 giugno 1891Roma, 9 gennaio 1979) fu un ingegnere italiano, specializzato nell'edilizia civile. Fu socio dell'Accademia nazionale delle scienze e autore di alcune grandi opere. Collaborò con architetti di fama internazionale, tra cui Le Corbusier e Louis Kahn.

Nato a Sondrio da genitori liguri, a causa del lavoro del padre (direttore postale) durante l'infanzia fu costretto a cambiare più volte residenza. Si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Bologna, conseguendo la laurea nel 1913. Dopo la laurea trovò lavoro nell'ufficio tecnico della Società per Costruzioni Cementizie a Bologna; qui si formò professionalmente, approfondendo i problemi di ogni tipo di struttura. Durante la prima guerra mondiale svolse servizio nel Genio militare.

La prima struttura realizzata da lui, il Ponte sul fiume Cecina nel comune di Pomarance (PI) por

Nel 1923 fondò a Roma la sua prima impresa, la Società per costruzioni Ing. Nervi e Nebbiosi, che nel 1932 divenne Nervi e Bartoli. Nel 1924 sposò Irene Calosi, da cui ebbe quattro figli. Tre di loro lo affiancheranno nel lavoro, mentre il quarto, Carlo Nervi, sarà oncologo in Roma.

Il Teatro Augusteo di Napoli fu realizzato tra il 1926 e il 1927 insieme all'ingegner cav. Gioacchino Luigi Mellucci, ma il primo lavoro a destare interesse a livello internazionale fu lo stadio "Berta" di Firenze Campo di Marte (attualmente Stadio Artemio Franchi) con le particolari scale elicoidali e la famosa Torre Maratona. Il concorso per l'opera si svolse nel 1930 e il suo progetto fu giudicato il migliore per la raffinatezza strutturale, per l'impatto delle strutture totalmente a vista e per l'attenzione al contenimento dei costi di costruzione.

Nervi continua la sua ricerca nello sviluppo delle costruzioni anche con progetti e studi di tipo programmatico. Così nel 1932 espone a Firenze lo studio per un albergo galleggiante progettato insieme all'architetto Rubens Magnani. L'albergo (non realizzato) dispone di 16 camere ed è pensato come luogo di soggiorno tipo da ancorarsi al largo in prossimità di città marine.[1] Essendo studiato per gli abitanti di queste città che non abbiano la possibilità di assentrasi dal loro luogo di residenza per una villeggiatura, l'idea contiene anche un originale aspetto funzionale che ulteriormente pone in evidenza la multiforme ricerca di Nervi.

La stessa attenzione al controllo tecnico ed economico rese vincenti anche i progetti per aviorimesse, realizzati per conto della Regia Aeronautica italiana. Gli hangar generalmente erano costruiti in legno o metallo, ma all'epoca questi materiali erano preziosi e venivano destinati alla produzione bellica. Restano tuttora visibili i famosi "hangar in galleria" realizzati sull'isola di Pantelleria. Applicando innovative soluzioni nella progettazione delle ampie volte di copertura, caratterizzate da archi incrociati di cemento, tra il 1935 e il 1943 costruì due dei quattro hangar dell'idroscalo di Orbetello, i due dell'idroscalo di Marsala e i quattro dell'aeroporto di Castel Viscardo/Orvieto, impiegando l'avveniristica ed elegante struttura "geodetica". Tali realizzazioni consentivano di ridurre il numero dei punti di appoggio, aumentando considerevolmente le luci interne destinate ad ospitare gli aerei. Nulla resta delle costruzioni di Orvieto ed Orbetello, distrutte dai tedeschi in ritirata alla fine dell'ultimo conflitto. Dopo una prima realizzazione con la tecnica tradizionale che prevedeva il getto di calcestruzzo su centine, in quelle successive sfruttò dei conci prefabbricati, collegati con getti di solidarizzazione nel corso della messa in opera, riducendo ancor di più i costi di costruzione. Da Orbetello partì un'importante spedizione di idrovolanti Savoia-Marchetti S.55 che, alla guida di Italo Balbo, attraversò l'Atlantico con scalo in Islanda. Oggi del meraviglioso complesso resta solamente qualche muro malridotto. Sono invece in buono stato di conservazione le aviorimesse coeve da lui costruite presso l'idroscalo di Marsala e sull'aeroporto di Pantelleria, in Sicilia.

La produzione degli anni trenta e quaranta (stadio di Firenze, aviorimesse), con la sua chiarezza compositiva, impose all'attenzione del pubblico Nervi, che ben presto divenne il simbolo dell'evoluzionismo in architettura, il simbolo di un continuum tra il grande passato artistico del nostro paese e il presente. In questo senso la figura di Nervi fu utilizzata dal regime fascista per propagandare il "progresso" e proposta all'opinione pubblica come un idolo, tanto che le sue opere erano conosciute anche da coloro che a malapena sapevano i nomi dei grandi maestri del Rinascimento.

Sebbene figura particolare, Nervi era comunque legato al Razionalismo Italiano e nel dopoguerra assieme a Bruno Zevi, Luigi Piccinato, Mario Ridolfi ed altri fu tra i fondatori nel 1945 a Roma dell'Associazione per l'Architettura organica.

Nel dopoguerra, la prima opera significativa fu il Salone per Torino Esposizioni, in cui sfruttò la nuova tecnologia del ferro-cemento per realizzare la grande volta a botte trasparente. Tra il 1953 e il 1958 si occupò della realizzazione della sede dell'UNESCO a Parigi e, con l'affermarsi della sua figura di progettista al di fuori dell'Italia, a questa fecero seguito numerosi incarichi internazionali.

La costante attenzione nei confronti del rapporto tra forma e struttura, tra architettura e ingegneria, tra etica dei costi ed estetica della costruzione, contraddistinse anche la produzione dei suoi scritti e il suo impegno come docente universitario: fra il 1945 e il 1962 fu professore incaricato di Tecnica delle costruzioni e Tecnologie dei materiali della facoltà di Architettura dell'Università "La Sapienza" di Roma.

Tra il 1956 e il 1961 collaborò alla progettazione del Grattacielo Pirelli a Milano e, nello stesso periodo, alla progettazione del complesso di opere per le Olimpiadi di Roma del 1960.

Sempre del 1961 è il Palazzo del Lavoro per l'esposizione Italia 61 a Torino e la progettazione delle Cartiere Burgo a Mantova. L'incarico più prestigioso per Pier Luigi Nervi fu quello conferitogli nel 1964 da papa Paolo VI per la costruzione della nuova Aula delle Udienze Pontificie in Vaticano, tuttora nota come Aula Nervi.

Muore nel 1979 a Roma all'età di 87 anni.

La filosofia operativa [modifica | modifica sorgente] 

Il filo conduttore di tutta l'opera di Nervi è la staticità. Egli affermava: «Come sempre in tutta la mia opera progettistica ho constatato che i suggerimenti statici interpretati e definiti con paziente opera di ricerca e di proporzionamento sono le più efficaci fonti di ispirazione architettonica. Per me questa regola è assoluta e senza eccezioni».

La prima produzione di Nervi si scontrava comunque con una non perfetta gestione degli spazi, ma questo era dovuto in larga misura alla scarsa intesa con i collaboratori. A tal proposito esempi significativi sono il grattacielo Pirelli (1955-1959), il cui progetto architettonico è di Giò Ponti (Nervi ha progettato esclusivamente le strutture in cemento armato), e il grattacielo di Place Vitoria a Montreal (1962-1966), il cui progetto architettonico è di Luigi Moretti.

Il Nervi più autentico si manifesta nelle opere più recenti, i cui progetti sono stati redatti da lui o in collaborazione con architetti di minor calibro. Ne sono esempio il Palazzetto dello Sport di Roma (1956-1957, con Annibale Vitellozzi), la cartiera Burgo a Mantova (1961-1963, con il figlio Antonio), il grattacielo di Australia Square a Sydney (1961-1967, progetto architettonico di Harry Siedler), l'Aula delle Udienze Pontificie in Vaticano (1966-1971).

Per uno spirito contemplatore la natura riserva una miriade di spunti alla creazione, ma al contempo nell'atto della creazione e della costruzione, si rivelano i vincoli imposti dalle leggi fisiche che limitano la creatività dell'artista. Pier Luigi Nervi ha saputo, nel corso della sua vita di costruttore, superare questi vincoli in maniera brillante quanto determinata. Lo ha fatto con la sperimentazione e la ricerca (le sue coperture ne sono un esempio). Per Nervi l'arte non è concepibile soltanto come estetica, ma è pura funzionalità e staticità.

Onorificenze

 

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana

 

— 2 giugno 1957[

 

PALAZZO BERIO (Enciclopedia Treccani)

PALAZZO BERIO (Enciclopedia Treccani) - Teatro Augusteo-Napoli

Fu eretto nel XVI secolo su progetto di Giulio Romano, pupillo di Raffaello Sanzio, e su commissione del conte di Mola, Simone Vaaz, finanziere di origini portoghesi, al tempo presidente della Regia Camera della Sommaria. Fu poi ricostruito nella seconda metà del XVIII secolo da Carlo Vanvitelli su disegni di Luigi Vanvitelli e su commissione della famiglia dei Tomacelli.

È abbellito nel cortile da una fontana con testa di cervo. In tempi antichi conteneva un salone per le feste a pianta circolare da circa 1.000 posti ed un teatro da 1.600 posti[2] sulla cui struttura si ritiene sia stato realizzato il Teatro Augusteo ad opera di Pier Luigi Nervi.

Nel 1772 il duca Perrelli di Monasterace lo vendette al genovese Giovan Domenico Berio di Salza[3].

A cavallo fra il Settecento ed il primo Ottocento il palazzo era rinomato per la sua biblioteca e le numerose opere d'arte contenute[4].

Dopo il 1820, anno della morte del marchese Berio, fu frazionato in più parti in ragione della successione.

Nel 1922 parte del palazzo venne demolita per lasciar posto alla realizzazione della piazzetta Augusteo, contemporaneamente alla costruzione della Funicolare Centrale